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LodoAppunti sparsi
October 20 E' possibileRiporto qui la lettera di un refusnik Israeliano, lucido esempio di come pensare ad un mondo diverso sia possibile.
Di seguito, la dichiarazione coraggiosa di Omri Evron, refusnik israeliano che si è rifiutato di servire nei territori occupati palestinesi e che ora sta scontando 14 giorni di carcere militare in isolamento. Oggi andrà a giudizio un altro refusnik, Lior Volynitz.
Dichiarazione di rifiuto di Omri Evron, Tel Aviv 12 ottobre 2006 Io, Omri Evron, rifiuto di servire nell'esercito perché intendo restare fedele ai principi morali in cui credo. Il mio rifiuto di arruolarmi è un atto di protesta contro l'occupazione militare protratta del popolo palestinese, un occupazione che approfondisce e fortifica l'odio e il terrore fra i popoli. Mi oppongo alla partecipazione alla guerra crudele per il controllo dei territori occupati, una guerra condotta per proteggere le colonie israeliane e per mantenere l'ideologia della "Grande Israele". Rifiuto di servire un'ideologia che non riconosce il diritto di tutte le nazioni all'indipendenza e alla coesistenza pacifica. Non sono preparato a contribuire in alcun modo all'oppressione sistematica di una popolazione civile e alla privazione dei suoi diritti, così come essa viene effettuata dal regime dell'apartheid e dalle truppe israeliane nei territori occupati. Sono sdegnato per l'incarcerazione di milioni di persone dietro muri e checkpoint, e per la fame che ne consegue. Mi rifiuto di arruolarmi perché non credo che la violenza sia una soluzione e che la guerra porti la pace. Mi rifiuto di servire le industrie degli armamenti, le aziende globali, gli avidi appaltatori, i predicatori di razzismo e i cinici leader la cui attività è volta all'incremento della sofferenza, e che deprivano le persone dei loro diritti umani basilari. Il mio rifiuto serva a portare l'attenzione sul fatto che non tutti sono pronti a farsi indottrinare e cooptare per cause nazionaliste e razziste. Con questo atto voglio esprimere la mia solidarietà con tutti i prigionieri per la libertà in tutto il mondo. Mi rifiuto di credere alle bugie diffuse allo scopo di indurre divisioni e antagonismi fra i lavoratori delle due parti così che essi non possano allearsi nella lotta per i loro diritti. Vorrei che il mio rifiuto sia un messaggio di pace e di solidarietà e un appello a coloro che uccidono e sono pronti a farsi uccidere per interessi che non sono i loro, a deporre le armi e a unirsi nella lotta per un mondo più giusto. Sebbene sia conscio che questo atto costituisce una violazione delle leggi israeliane, mi sento tenuto a mantenere i miei valori democratici, umanistici ed egualitari. Il governo militare di milioni di palestinesi non è democratico. È mio dovere oppormi a qualunque legge che renda possibile privare altri dei loro diritti e della libertà, o trattarli con tale violenza da negare la loro umanità fondamentale. Rifiuto di uccidere! Rifiuto di opprimere! Rifiuto di occupare! Dichiaro la mia lealtà alla pace e rifiuto di servire la guerra e l'occupazione! Il testo lo trovate su www.carta.org
October 01 Sciopero!Mannaggia come e' difficile aggiornare questo blog!! Sembra che il tempo non ci sia mai. Qui le cose si muovono tutte a velocita' africana, e quasiasi piccolo inconveniente si rivela essere di difficile soluzione e richiede uno sforzo non indifferente. Negli ultimi giorni sono stato ancora a Juba, la capitale del Sud Sudan, dove ci sono praticamente tutte le agenzie delle nazioni unite. E certo perche' a Bor, dove abbiamo l'ufficio, c'e' veramente poca gente, perche' le condizioni sono abbastanza disagiate e quindi le agenzie preferiscono rimanere a Juba, dove in un'ora di aereo sono a Nairobi. A Juba non abbiamo ancora un ufficio pronto, quindi quando vado li devo stare o in un campeggio - che per servizi al limite della dignita' ti chiede 60 dollari al giorno - oppure trovare ospitalita' da altre ong, che pero' di solito non hanno da offrire molto di piu' di una tenda senza luce, quindi i periodi di soggioro li sono abbastanza stancanti, paradossalemnte mi rilasso qui a Bor con poche cose ma un ufficio stabile e una casa, spartana ma sempre uno spazio conosciuto e privato. Mentre ero li, e combattevo con dei funzionari-burocrati per non far tagliare fondi al progetto, i lavoratori dell'ufficio qui a Bor hanno pensato bene di mettersi in scipero, perche' gli avevo promesso che quando tornavo da Juba avremmo parlato dei loro salari, ma a causa di un elicottero perso sono arrivato con ritardo, loro si sono agitati e hanno comunicato lo sciopero, tememndo non so cosa, forse che non tornassi piu' o che altro. E' stato ovviamente poi difficile il sedersi insieme, visti gli animi scaldati dallo sciopero. Insomma abbiamo avuto tre giorni di discussioni con i singoli con i gruppi poi tutti insieme per ridefinire la scala dei salari e i diritti doveri di ognuno. Lo scoglio piu' complicato e' stato quello del non pagamento dei giorni di sciopero. Ovvero dopo avere scioperato sostenevano che i giorni di sciopero dovessero essergli regolarmente pagati; con tutto il mio essere di sinistra questa cosa di non accettare la responsabilita' delle proprie azioni mi ha fatto abbastanza imbestialire, ma poi fortunatamente siamo riusciti a trovare un terreno comune, e adesso speriamo di riprendere con nuovo slancio il lavoro, che non e' certo litigare su 5 dollari in piu' di stipendio ma cercare di combinare qualcosa per questa gente. Mamma mia, e' stato veramente dura trovarsi a dover gestire uno sciopero, soprattutto in ragione del fatto che uno e' venuto qui a cercare di fare qualcosa, e i salari che avevamo stabilito non erano per nulla male, un po piu' alti di quelli governativi, ma per forza molto piu' bassi dei pochi privilegiati che lavorano per le compagnie petrolifere che da queste parti pullulano e proprio su questi secondi si sono appoggiati per la protesta - nonche' su un generale aumento del costo della vita che indubbiamente era avveuto e di cui e' stato poi tenuto conto nell'alzare i salari -. Mah insomma pare passata, ci vorra' tempo per comprenderla, digerirla e magari averne imparato qualcosa e trarne delle conclusioni ... nel frattempo mi sono messo un poco a studiare diritto del lavoro internazionale ... giusto per capire e cercare di fare un poco meglio la prossima volta. Andre... e con tutto questo scrivere di me non ho ancora speso una parola per ANdre, una bestia come sempre eh? Per rimediare ne frattempo ho messo qualche sua foto Forse non ce ne e' bisogno perche' tutti quelli che mi conoscono ovviamente sanno chi e' ANdre, ma nel caso leggesse qualcuno che non ci conosce, lei e' la mia comagna di vita. Non cerchero' definizioni piu' complicate o piu' specifiche perche' non riesco a trovarne di adeguate a descrivere la nostra vita insieme. Al momento Andre e' in Angola - mannaggia siamo proprio incasinati-. per seguire un progetto in cui deve fare della formazione per l'utilizzo di alcuni kit per l'analisi delle acque. Per alcuni problemi finanziari dell'organizzazione dovra' rientrare un poco prima del previsto, quindi all'8 ottobre dovrebbe rientrare in Italia. Al momento la distanza e' una cosa abbastanza pesante, spero di riuscire a farla venire qui qualche tempo per me, e per il 2007 il progetto e' quello di stare nello stesso posto del mondo, perche' e' troppo dura stare lontani cosi' a lungo e cosi' potremo racocntare insieme le cose che vediamo e sentiamo, e sicuramente lei e' piu' brava di me nel farlo. September 16 rieccomi!Va bene va bene Mauro ha ragione e mi ha bacchettato!
Come vi ha detto il generatore ci aveva abbandonato, quindi eravamo rimasti senza corrente - la centrale lettrica piu' vicina e' a 1000 km e penso ci vorranno 20 anni prima che qui arrivi la corrente -
Comunque adesso il generatore nuovo e' installato - mi sono inventato elettricista - e funzionante, quindi sono di nuovo on line.
Finalmente non sono piu' solo Mauro Davide Sergio - solo per una settimana - e Francois sono arrivati, quindi con un bel gruppo nutrito le attivita' stanno decollando.
Nei prossimi giorni carichero' nuove foto per mostrare la trasformazione dell'ufficio nel poco tempo trascorso.
mando un caro saluto a tutti per il momento, promettendo di essere piu' loquace in futuro.
August 15 InizioEccoci qui,
Francois e' partito oggi e sono rimasto l'unico espatriato INTERSOS in ufficio a Bor; qui sotto c'e' una fotografia dello staff della casa, partendo dall'alto a sinistra Linda la cuoca, John il capomastro, David guardia, Maum guardia, Makelele guardia Sion aiuto logista ed infine Abuk per le pulizie di casa e ufficio.
Ci conosciamo ormai da una settimana, e dopo i primi momenti di studio reciproco ci troviamo bene e ci sitamo abituando gli uni agli altri.
Che dire per il momento sto cercando di ambinetarmi e di capire il luogo le eprsone e le esigenze; nel frattempo sono qui solo quindi devo fare piu' o meno tutto, seguire i lavori di ristrutturazione della casa (come vedete dalle foto le condizioni sono ancora molto molto spartane) andare a parlare con la gente per nouvi progetti, e poi guidare perche' abbiamo un solo autista che e' in giro tutto il giorno con il resto del gruppo che va nei vilaggi dei dintorni a lavorare, quinid per andare a prendere l'acqua al pozzo o vedo io in macchina o niente ...
Comunque che dire, mi piace spero di riuscire a combinare qualcosa!
Un caro saluto a tutti Lodo |
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